Rialtofil

Il tesoro ritrovato, parte quinta: riapre il Museo del Vetro


L’avevamo promesso e ogni promessa è debito: l’8 febbraio ha riaperto i battenti il Museo del Vetro: ampliato, rinnovato e finalmente accessibile ai diversamente abili grazie a finanziamenti UE e comunali (due milioni di euro) che hanno fra l’altro permesso il ricupero di una porzione delle antiche “Conterie”.

Palazzo Giustinian

Il Museo si trova ovviamente a Murano, nel Palazzo Giustinian della foto, già sede vescovile (quando questa venne trasferita da Torcello a Murano) di cui avevamo parlato nella terza “puntata”, ricordando che in origine era un palazzo gotico (di proprietà della famiglia Cappello, che a Murano ne aveva due: il secondo si trova tuttora sull’altro lato del canale) e quando passò a Marco III° Giustinian (il Vescovo) venne trasformato secondo il gusto dell’epoca per assumere le forme che tuttora conserva:

http://rialtofil.com/2013/12/02/il-tesoro-ritrovato-murano-comera-nel-1600-parte-terza/

Sulla destra entrando (a piano terra) sono stati esposti materiali e attrezzi del mestiere, che evocano la tradizione millenaria di una lavorazione che affonda le sue radici in tempi antichissimi:

20150208_104603

attrezzi e arnesi II

..mentre quelle che seguono sono le foto della Corte interna, che conserva sculture e altri elementi marmorei di provenienza eterogenea, non corredati da alcuna targa descrittiva (ed è l’unico piccolo “appunto” che ci sentiamo di muovere alla Direzione museale):

Corte 1

..come ad esempio questa iscrizione antica, che meriterebbe di essere trascritta o quanto meno “spiegata” con un cartello perché allo stato attuale risulta quasi illeggibile:

Corte 2Il percorso di visita segue l’ordine cronologico, a partire dai reperti di epoca romana; ai piani superiori vige il divieto (teorico) di fotografare e a questo mi sono attenuto, anche se è facile immaginare che non verrà sempre rispettato: in una recente visita al Louvre, mi sono divertito a fotografare i turisti che fotogravano la Gioconda ed erano legioni, proprio di fianco al cartello di divieto: tutto il mondo è Paese e ovunque ci siano turisti che certe cose le vedono una sola volta nella vita, certe regole diventano un optional.

La creazione del museo risale al 1861 e alla tenacia dell’Abate Vincenzo Zanetti, in un contesto di crisi che, in quanto a cause ed origini, presentava molti punti in comune con il contesto attuale. Possa la direzione museale farsi erede di quella tenacia, e promuovere la cultura del vetro come aveva fatto quell’Abate, primo Direttore del Museo, che all’isola aveva anche dedicato una “Piccola Guida di Murano e delle sue officine”, nel 1869.

L’inaugurazione ha visto qualche metro di fila all’entrata, (gestita con garbo, professionalità e cortesia dal personale in servizio) segno dell’interesse con cui è stata accolta questa piccola buona notizia.

Brindisi inauguraleUn unico rammarico, parlando con i molti che ancora lavorano il vetro a Murano (e sono più di mille persone): quasi nessuno fra loro aveva ricevuto l’invito che qui riproduciamo, probabilmente riservato ai “soliti noti” che non necessariamente esauriscono la platea degli aventi diritto (sul piano morale), e per fortuna che la professionalità del personale all’ingresso ha evitato spiacevoli “incidenti diplomatici” con i residenti.

Invito..come circostanza attenuante (per la Direzione della Fondazione Musei Civici) valga il numero elevato degli invitati “potenziali”, perché a Murano il vetro lo si lavora ancora, lo producono in tanti (nonostante i luoghi comuni sui manufatti esposti nelle vetrine di Venezia, che non sempre sono “made in Murano”) e le “murrine” stesse (finalmente valorizzate nel Museo ampliato, grazie alla disponibilità dell’amico Gianni Moretti) potete vederle ovunque, come elemento decorativo, anche dove meno ve le aspettereste:

Murrine

Lunga vita al vetro soffiato e al vetro a lume, all’avventurina e alle murrine, ai goti e ai “veri de Muran”, e soprattutto a chi li produce con la passione e la maestria di cui quest’isola conserva il segreto.

Rialtofil, 9 febbraio 2015

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Il link alla quarta “puntata”:

http://rialtofil.com/2014/01/15/il-tesoro-ritrovato-parte-quarta-vetri-arsenico-e-segreti/

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4 pensieri su “Il tesoro ritrovato, parte quinta: riapre il Museo del Vetro

  1. I’d better plan another visit to this museum. Grazie!

  2. Ma è vero che i vetri al piano superiore sono esposti senza teche di protezione? Non è che la prima gita scolastica farà una strage?

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