Rialtofil

57.000 grazie e un aggiornamento

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57.000 visite sono tante, per un blog “di nicchia” come questo. Tempo di bilanci, tempo di riflessioni.. ammesso che il lavoro mi conceda il tempo di perseverare in questa attività serale (ovviamente non retribuita) che nasce dalla passione per la nostra storia comune e si alimenta soltanto dell’affetto e dell’attenzione che molti di voi hanno dimostrato scrivendomi, pubblicando un loro commento o attribuendo qualche “stellina” ai singoli articoli. Il contatore delle visite è visibile in alto a destra e ogni volta che ci guardo riesce a sorprendermi (in positivo); gli articoli più letti li trovate alla voce “i vostri favoriti” ma c’è un altro criterio che per me conta molto, ed è il segno lasciato da chi decide di votare i singoli articoli. Adottando questo criterio (le “stelle” ricevute) l’articolo più votato è questo:

http://rialtofil.com/2011/12/29/72/

Per ringraziare chi ha voluto lasciare tante “stelle” di incoraggiamento, ho appena colmato una lacuna dell’articolo aggiungendo una delle monete più significative fra quelle che nel corso dei secoli si sono fregiate del nostro leone alato: il “bisante” coniato durante l’assedio di Famagosta. Moneta ossidionale (dal latino obsidio, obsidionis = assedio) ma proprio per questo emblematica della simbologia e delle passioni che questo leone sapeva evocare anche nelle circostanze più difficili: “Venetorum fides inviolabilis” è la legenda della moneta, e con quel motto 6.000 veneziani tennero testa a 80.000 assedianti, presto saliti a 200.000, in quello che fu il prologo della battaglia di Lepanto.

La “passione” (termine desueto?) per quello che facciamo è il motore che  permette di realizzare i nostri sogni nel cassetto, o di reagire ai momenti di avversità: se la ragione è il nostro timone e ci indica la rotta da seguire, la passione è la vela che ci permette di arrivare in porto, o di lasciarlo per altri lidi, quando il vento diventa propizio o navigando “di bolina” (per chi conosce questa tecnica di navigazione).

Grazie a tutti e se per qualche tempo non avrete mie notizie non preoccupatevi: sto semplicemente lavorando ad altro. Anche Manuzio (al cui logo mi ero ispirato nel primo “editoriale”, due anni fa) spariva ogni tanto, quando preparava qualcosa di  speciale.

Rialtofil

 

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