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Gli annulli dell’Impero russo. Russian Empire, the Cancels.


Per “Impero russo” si intendono i territori che facevano parte della Russia zarista nel periodo intercorso fra il 1721 (Pietro il Grande) e il 1917 (rivoluzione russa). Pensate che l’Impero romano fosse enorme? Considerate allora che nel momento di massima estensione raggiunse i 6.500.000 km² (chilometri quadrati), pari a circa 20 volte la superficie dell’Italia. Bene, nel 1866 l’Impero russo superava i 23 milioni di km² (23 milioni!) ovvero l’equivalente in superficie di 76 Italie. Per averne un’idea (limitata ai territori euroasiatici, ad esclusione quindi dell’Alaska), potete zoomare su questa mappa:

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/6/64/Russian_Empire_Map_1912.jpg

A titolo di confronto con i confini attuali (e limitando il ragionamento alla parte europea dell’Impero) va considerato che la Russia zarista dell’epoca (fino alla prima guerra mondiale) comprendeva ad esempio:

Варшава = Varsavia, e gran parte della Polonia attuale (dal 1863 al 1917) e ancora:

= Helsinki e la Finlandia tutta: furono i russi (nel 1812) a trasferire la capitale finlandese da Turku ad Helsinki, in quanto più vicina a San Pietroburgo e dunque più facilmente controllabile o “bombardabile” dal mare (quello Baltico) in caso di rivolte.. e ancora: i tre Paesi baltici (nella foto qui in basso: una lettera da Riga a Parigi, con francobolli russi e annullo Рига in cirillico), la Bielorussia (“Russia bianca”) l’Ucraina e parte della Moldova (chiamata “Bessarabia”), per non parlare di Armenia, Georgia e altri Paesi a cavallo (dal punto di vista culturale) fra Europa e Asia.

Tanto grande era il suo Impero, che lo Czar si tolse lo sfizio di svendere (nel 1867) l’Alaska agli Stati Uniti d’America, e lo fece “per un pugno di dollari”:  5 dollari a km², per l’esattezza, il prezzo di vendita (= 7 milioni di dollari, il prezzo complessivo pagato per un territorio di superficie pari al quadruplo dell’Italia). Per la cronaca, non fu questo il primo “buon affare” della storia americana: qualche decennio prima, nel 1803, gli Stati Uniti avevano triplicato (!) il loro territorio acquistando da Napoleone (molto indebitato,  a causa delle sue guerre in Europa) i territori francesi del  Mississippi.. pagandoli la miseria di 60 milioni di franchi (15 milioni di dollari) e ricevendone in cambio 2 milioni e 200.000 km² di territorio (il “Louisiana Purchase“).

Tornando alla Russia, l’occupazione delle terre a est degli Urali (il Far East) fu un’epopea comparabile a quella del Far West americano, anche se avvenne con modalità e motivazioni diverse. Capitale dell’Impero, per volontà di Pietro il Grande (che la fece costruire dal nulla su un terreno paludoso e dal clima ostile: nell’opera perirono 20.000 servi, che spesso lavoravano a mani nude!) era diventata San Pietroburgo:  la finestra della Russia sull’Occidente, opera dei migliori architetti italiani e francesi (che meriterebbero un capitolo a parte, ma sarebbe “fuori tema”). Ovvio quindi che negli annulli numerali, quando vennero introdotti, il numero 1 fosse sinonimo di San Pietroburgo, ovvero la capitale dell’epoca (tale resterà fino alla rivoluzione d’ottobre):

Il primo francobollo russo venne emesso il 10 dicembre 1857 ma gli annulli postali russi, come del resto quelli di altri Paesi, sono ad esso anteriori e si possono dividere in tre categorie:

1. nominativi (con il nome della località esplicitato a chiare lettere);

2. numerali (laddove ogni numero si riferisce ad una ben precisa località);

3. “muti” (laddove un simbolo grafico rinvia ad una località, la cui identificazione richiede qualche conoscenza di storia postale).

Per la cronaca, la prima lettera “russa” a noi pervenuta (non chiedetemi che prezzo abbia:  credo proprio che non sia in vendita!) è quella inviata nel 1391 da Azov a Venezia: all’epoca conosciuta con il nome di Tana, era l’avamposto più avanzato dei mercanti veneziani,  in quella che era la loro “via della seta”:

http://www.persee.fr/web/revues/home/prescript/article/cmr_0008-0160_1987_num_28_1_2095

http://med-slavery.uni-trier.de:9080/minev/MedSlavery/Members/bibuser/Bibliography/articlereference.2007-02-26.0560606662

http://en.wikipedia.org/wiki/Postage_stamps_and_postal_history_of_Russia (per la lettera del 1391 da Azov a Venezia).

In questa pagina, verranno pubblicati esempi (annotati e in ordine alfabetico, per facilitarne la consultazione) di annulli russi che, essendo ovviamente in cirillico, non sono sempre di agevole comprensione per i collezionisti non russofoni. Considerando l’interesse storico di tali annulli, la loro bellezza intrinseca e (perché no) il valore commerciale di quelli più rari, mi sembra una lacuna degna di essere colmata, per quel che riguarda il pubblico italiano: in lingua inglese sono disponibili alcune pubblicazioni (poche, per la verità), e un paio di siti specializzati (ma non sempre accessibili al pubblico, per quel che riguarda le sezioni più interessanti) fra cui consiglio questo in particolare:

http://www.rossica.org/

..e prima di iniziare con la lista alfabetica, un grazie a Julia per avermi assistito in questa piccola ricerca, che senza il suo aiuto non sarebbe stata possibile.

DSC2

  Annulli in ordine alfabetico

(quello dell’alfabeto russo, che trae origine da quello greco, adattato alla pronuncia delle popolazioni slave “cristianizzate” da Cirillo e Metodio, e per questo chiamato “cirillico”)

1. Авзяно-Петровскъ = Avzyano-Pietrovsk, Oblast di Orenburg, Urali del Sud: una località talmente piccola che farete fatica a trovarla su una carta geografica!

2. Баку = Baku, sul Mar Caspio, l’attuale capitale dell’Azerbaigian (Azerbaijan):

3. Владикавказ (letteralmente: “Padrona del Caucaso”) = Vladikavkaz, capitale dell’Ossezia settentrionale:

4. Борзна = Borzna (attualmente in Ucraina):

5. Варшава = Varsavia: con la caduta di Napoleone e la fine del Ducato di Varsavia, gran parte della Polonia attuale venne governata dallo Czar di Russia, inizialmente come Regno del Congresso (dal Congresso di Vienna al 1830) e successivamente come parte integrante dell’Impero, dal 1863 al 1917!

6. Енисейск = Ienisejsk (Siberia Orientale) su affrancatura del 1909 con 2+2 copechi:

7. Киев = Kiev (l’attuale capitale ucraina) nella grafia dell’epoca che era diversa da quella attuale:

8. Клин = Klin, capoluogo distrettuale (distretto di Klinsky) sulla strada che da Mosca conduce a San Pietroburgo:

9. Либава = l’attuale LIEPAYA (in lingua lettone), città dai molti nomi (LIBAU for the Germans, LIBAVA in Russian) che riflettono le vicissitudini storiche della Lettonia:

10. Москва = Mosca (ricordando che, come già detto all’inizio, nel periodo storico qui considerato la capitale non era Mosca ma San Pietroburgo):

11. Новгород = Novgorod, su affrancatura tricolore (7+2+1, a formare la tariffa da 10 copechi) del 1902:

12. Нурмес= Nurmes, nella Carelia Settentrionale (Pohjois-Karjala, in finlandese). La Carelia è la regione dei grandi laghi (Ladoga e Onega, i più grandi laghi europei!) e fu a lungo contesa dai due Paesi confinanti. Attualmente è divisa fra Russia e Finlandia, con la Carelia settentrionale in territorio finlandese e la Repubblica di Carelia che fa parte della Federazione Russa.

13. Одесса = Odessa (attualmente in Ucraina) sul Mar Nero, epicentro di una regione strategica e carica di storia: già tartara dal 1241 (“il deserto dei Tartari” di Dino Buzzati, lo ricordate?) e ottomana dal 1529 fino alla guerra russo-turca del 1787-1791, che diede allo Czar l’ambito sbocco sui Mari del Sud:

14. Рига = Riga (parte integrante della Russia zarista dal 1721, la Lettonia ottenne l’indipendenza alla fine della prima guerra mondiale, per perderla con la seconda e riacquistarla soltanto nel 1991):

15. Санкт-Петербург = San Pietroburgo, nelle sue tre varianti:

15a) quella storica, in vigore fino alla prima guerra mondiale (e ripresa soltanto nel 1991, alla fine della guerra fredda):

15b) quella di Pietrograd, utilizzata dal 1914 al 1924:

15c) quella di Leningrado (la pubblico per completezza, ma siamo già oltre il periodo storico oggetto della trattazione, che è quello “imperiale”), in uso dal 1924 al 1991:

16. Саратов = SARATOV, porto sul Volga e capoluogo dell’omonima “oblast” (regione amministrativa):

Saratov1

17. Таганрог = TAGANROG, base militare della marina imperiale russa sul Mar d’Azov (in cui la presenza italiana sembra essere una costante!) da cui proviene la foto di copertina: una lettera del 7 agosto (calendario russo) 1881 per Palermo, su carta intestata di Giuseppe Viacava, agente assicurativo:

18. Харьков = Kharkov (in russo) o Kharkiv (in lingua ucraina), che attualmente è la seconda città dell’Ucraina (per numero di abitanti), su lettera del 1908:

 ..e per concludere, ANNULLO A MANO sul primo francobollo russo! Emesso il 22 dicembre, su disegno di Franz (Feodor) Kepler, questo francobollo ebbe corso legale dal primo gennaio 1858 nei territori dell’Impero russo, nel Regno di Polonia e nel Granducato di Finlandia. L’annullo a mano (come in questo esemplare) è tipico dei primi mesi d’uso, e conforme alle istruzioni del Ministero delle Poste, in quanto gli uffici postali periferici non erano ancora provvisti di timbri, e il territorio dell’Impero russo da rifornire era enorme. Il francobollo, del valore facciale di 10 copechi, corrispondeva alla tariffa per la corrispondenza di peso pari o inferiore a 12,8 grammi.

1st Russian stamp

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Every Country has its Number One!


This page is dedicated to those who read me from abroad, and it is my tribute to their stamps, which are of course as interesting as the Italian stamps. With the exceptions of Italy and Germany, when the 1st stamp of the world was issued (Queen Victoria, in 1840), Western European countries were more or less the same as today, the newcomer being Belgium (which was only created in 1830). The situation was very different in Central and Eastern Europe, where the Austrian and the Ottoman Empires were still encompassing a very large number of countries which only recovered their independence with the 1st World War, and the Russian Empire (still ruled by the Czar) encompassed a huge territory including Poland, the Baltic States and Finland! To have an idea, this is a map of Europe in 1840:

As regards Germany and Italy, they were still divided into a number of small States, and this makes their case unique (and so exciting) because each of these States had its “number one”, and discussions in Italy were very fierce on whether the 1st Italian stamps are those issued by the Austrian Empire for its Italian territories in 1850 (Lombardo-Veneto Kingdom) or those issued by the King of Sardinia in 1851 (since it is this Kingdom that later became the Kingdom of Italy, but only in 1861 and after a couple of wars).

Starting from the easy examples, may I now introduce the 1st stamps issued in: England, Belgium and the Netherlands, with a short explanation for my Italian readers? All stamps belong to my collection, unless otherwise indicated.

1840, Queen Victoria, the Penny Black. Does it need to be introduced? Ha bisogno di presentazioni? No, tutti lo conoscono, il primo francobollo della storia. Penny Black, anno 1840, con effigie della Regina Vittoria e filigrana a corona (seconda scansione):

Questi due esemplari erano “vicini di casa” (la tavola da cui furono stampati; la loro posizione è individuabile grazie alle lettere dell’alfabeto utilizzate, e facilita ovviamente il plattaggio) quindi credo che ritrovarsi insieme in questa foto gli farà piacere. Quanto alla filigrana (invenzione italiana, su cui ho già pubblicato un articolo in questo blog) è ben visibile sul dorso e vi aiuterà a distinguere un Penny Black originale dalle riproduzioni postume. In questi due esemplari è particolarmente nitida, e aiuta a capire perché venga chiamata filigrana “a corona”:

1849: the 1st Belgian stamp! Staccatosi dai Paesi Bassi nel 1830, l’ultimo nato fra i Paesi europei decise di distinguersi dai cugini olandesi e li precedette di ben tre anni nell’emissione del suo primo francobollo. Il loro “numero uno” è questo 10 cents che raffigura il primo Re del Belgio, Leopoldo Primo (Leopoldo Giorgio Cristiano Federico di Sassonia-Coburgo-Gotha, come recita la sua biografia):

1852: arrivano gli olandesi! Con l’effigie di Re Guglielmo III°, Willem Alexander Paul Frederik Lodewijk, nato a Bruxelles nel 1817 (quando Bruxelles ancora faceva parte dei Paesi Bassi!) quello che segue è il primo francobollo dei Paesi Bassi. Avrete notato che finora, i primi francobolli di ogni Paese raffigurano sempre la testa coronata del Sovrano rispettivo (la Sovrana, nel caso inglese). Un’eccezione interessante è quella del Regno di Sicilia, per la quale rinvio all’articolo che troverete nella categoria “Antichi Stati” (alla voce “Regno di Sicilia”, ovviamente).

1857: il primo francobollo russo! Emesso il 22 dicembre, su disegno di Franz (Feodor) Kepler, questo francobollo ebbe corso legale dal primo gennaio 1858 nei territori dell’Impero russo, del Regno di Polonia e del Granducato di Finlandia. L’annullo a mano (come in questo esemplare) è tipico dei primi mesi d’uso, e conforme alle istruzioni del Ministero delle Poste, in quanto gli uffici postali periferici non erano ancora provvisti di timbri, e il territorio dell’Impero russo da rifornire era enorme ( su questo ho scritto un articolo a parte, con la mia collezione di annulli russi). Il francobollo, del valore facciale di 10 copechi, corrispondeva alla tariffa per la corrispondenza di peso pari o inferiore a 12,8 grammi.

1st Russian stamp

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