Rialtofil

Archivio per il tag “certificati peritali”

Un francobollo da 1,8 milioni di dollari. Vi interessa?


..non è uno scherzo, eccolo qui:

Battuto all’asta per 1,8 milioni di dollari, quest’anno, a Basilea:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/bw/2011-06-09_109670994.html

Come i collezionisti sanno, il francobollo da “mezzo grano” del Regno di Sicilia (stampa calcografica, anno 1859, con l’effigie di Ferdinando II°) era arancione. Questo esemplare rappresenta un errore di colore, e la sua rarità è ovviamente una di quelle che si pagano.. a peso d’oro.

1,8 milioni di dollari non vi bastano? Procuratevi (se ci riuscite) il Treskilling giallo svedese del 1855 (altro errore di colore: giallo anziché verde). Esemplari esistenti: uno. Al suo penultimo passaggio di proprietà, nel 1996, era stato aggiudicato per 2,5 milioni di franchi svizzeri. Rivenduto all’asta nel 2010, a Ginevra, il prezzo di aggiudicazione è rimasto segreto, cosí come l’identità dell’aggiudicatario..

Altro esempio, reso noto da un celebre film? l’Inverted Jenny (o Upside Down Jenny): francobollo americano da 24 cents del 1918, di cui 100 (cento) esemplari furono per errore stampati con l’aeroplano rovesciato (“upside down”: a testa in giù). Nel 2005, una quartina è stata aggiudicata per  2.970.000 dollari; il valore di un singolo esemplare si aggira intorno agli 800.000 dollari. Il “Gronchi rosa”, al confronto, è un francobollo comune (in circolazione ce ne sono ben 79.455 esemplari, e il suo valore di mercato si è più che dimezzato, in confronto alle quotazioni raggiunte negli anni 90)!

Avviso ai naviganti:

regola numero 1: diffidate di chi fa balenare miracolosi ritrovamenti nella soffitta del bisnonno, e dicendo che “di francobolli non me ne intendo” mette all’asta certe “rarità” (rigorosamente non garantite: clausola “visto e piaciuto”!) su una nota piattaforma di vendite online. Guardate il francobollo della foto, e contate le firme peritali che lo accompagnano: in 152 anni di vita, difficile pensare che nessuno si sia mai accorto della rarità di ciò che aveva per le mani (e se di cose autentiche si trattava, è molto improbabile che nessuno le abbia mai fatte periziare, in 152 anni!).

regola numero 2: se capita a voi, di ricevere una perla rara in eredità, non svendetela su ebay (dove il numero di falsi in vendita appiattisce le quotazioni, e il valore medio di aggiudicazione). Con un certificato peritale, lo stesso oggetto spunterà un prezzo di vendita ben superiore! Se si tratta di monete (antiche) o francobolli rari, scrivetemi pure (rialtofil@gmail.com) e vi dirò come valorizzare il “ritrovamento” (nel senso di consigliarvi un buon perito e magari una casa d’aste, di quelle serie).

PS un vecchio articolo ancora attuale (per confrontare le quotazioni del Gronchi rosa con quelle attuali): http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/11/19/un-investimento-dove-vince-chi-trova.html

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La parola ai collezionisti..


PERITI e perizie, dolori e delizie


Donne e motori, gioie e dolori.. si diceva una volta.

Periti e perizie, dolori e delizie, si potrebbe aggiungere oggi.

Manuale di sopravvivenza per collezionisti e appassionati

PERIZIARE QUANDO?

Periziare quando? In teoria: quasi sempre, se avete dubbi sull’autenticità di un francobollo o di un annullo, e sempre comunque per gli esemplari di maggior valore. In pratica, considerate che gli onorari dei periti sono calcolati in percentuale al valore di catalogo dell’esemplare da periziare (1% in media, per un certificato, con un supplemento per il plattaggio dei francobolli di Sicilia e per le tinte della quarta emissione di Sardegna, ma per una semplice sigla sul francobollo vi basterà molto meno), con un minimale che nella maggior parte dei casi supera i 30 euro. Nei fatti, inutile scomodare un perito di chiara fama per un 20c. di Sardegna indaco usato con un margine corto, ma se invece vi ritrovate con degli esemplari di valore elevato che ancora non sono firmati o certificati (o ne avete appena acquistato alcuni su cui avete dei dubbi), sono soldi ben spesi. Attenzione, la semplice presenza di una firma sul francobollo non garantisce che l’annullamento sia autentico: pensate a un 50 grana di Sicilia e avrete un’idea del rischio (francobollo autentico e firmato, ma con annullo postumo). In questi casi, un certificato peritale fotografico é sempre consigliabile, o in alternativa, occorre considerare la posizione della firma sul francobollo:

http://recensioni.ebay.it/FIRME-o-sigle-peritali-e-posizione-della-firma_W0QQugidZ10000000009852104

PERIZIARE DOVE?

Con la scomparsa di alcuni Grandi periti come i compianti Enzo Diena, Guglielmo Oliva e Giovanni Chiavarello, la rosa dei Maestri “di chiara fama” si é ristretta a pochi nomi, concentrati in poche città. Quelli che sono anche membri dell’Associazione Filatelisti Italiani Professionisti si contano letteralmente sulle dita di una mano (quattro, per l’esattezza), e volendo anche aggiungere gli altri periti di prestigio indiscusso, il numero totale non aumenta di molto. Nel consigliarne alcuni é insito il rischio di dimenticarne altri, ma accetto il rischio precisando che é la mia personale opinione, nulla di più, e che se dovessi citare tutti quelli che si fregiano del titolo, non sarebbe più una selezione ma una rubrica delle pagine gialle. Selezione “a mio parere” dunque, come scrivono i periti (e in ordine alfabetico, per quanto riguarda le città in cui hanno sede legale):

  • a Milano: Giacomo Bottacchi, Silvano e Manuela Sorani
  • a Napoli: Mario Merone
  • a Padova: Egidio Caffaz
  • a Roma: studio Raybaudi
  • a Torino: Giorgio Colla

Pochi, direte voi. Verissimo, e in questo vuoto generazionale é normale che si inseriscano un certo numero di “aspiranti al trono”. Per ragioni oggettive e generazionali, la filatelia in Italia vive un momento di svolta, e nei prossimi anni vedremo emergere una nuova generazione di periti ed esperti filatelici, che da collezionista spero sarà all’altezza della precedente. Paolo Cardillo e Corrado Giusti, ad esempio, sono già dei punti di riferimento autorevoli per i francobolli di Sardegna. Altri si sono improvvisati tuttologhi e hanno periziato di tutto, con risultati discutibili e senza andare tanto per il sottile (altro non voglio dire perché siamo sotto Natale, e a Natale siamo tutti buoni, tolleranti e gentili).

Ai tempi di Internet, comunque, l’informazione circola più rapidamente e se ci sono dei ciarlatani in giro, avranno vita breve. Il tempo é galantuomo, e il tempo dirà (o confermerà, per quelli già citati) chi sono gli astri emergenti. Nel frattempo, suggerisco prudenza. Nella prossima sezione, azzardo qualche consiglio basato sulla mia personale esperienza: sbagliando si impara, dicono, e di errori iniziali sono costellate tutte le collezioni: quindi non scoraggiamoci, nessuno é infallibile.. ma ai Periti chiederemmo di non sbagliarsi troppo spesso, e credo che sia una richiesta ragionevole.

AVVISO AI NAVIGANTI

Premessa: in Italia esistono l’albo degli avvocati, l’albo dei commercialisti e altri albi professionali ancora, ma un albo dei periti filatelici NO, non esiste. Di conseguenza, all’aspirante perito basta iscriversi alla camera di commercio più vicina, aprire una partita IVA e il gioco é fatto: qualche risma di carta intestata, spesa minima per un paio di cataloghi e il novello perito potrà cominciare a “periziare” i vostri gioielli (e farsi pagare gli onorari). Nulla di illecito, ma quanto varrà per i posteri, quella firma?

  1. Regola numero uno: diffidare dei tuttologhi. Se qualcuno si presenta come perito filatelico e numismatico e astrofisico cartomante o altro ancora, forse dovrebbe decidere cosa vuol fare da grande, prima di spillare soldi ai collezionisti con perizie che di tale hanno soltanto il nome.
  2. Periti filatelici non ci si improvvisa, il mestiere richiede anni di accesso costante a una vasta gamma di esemplari, perché nessun manuale o catalogo sostituisce l’esame diretto del materiale filatelico: alcuni dei Grandi periti italiani (penso a Silvano Sorani, o a Giorgio Colla) hanno operato per anni come commercianti filatelici di successo, prima di cominciare a firmare in qualità di periti.
  3. Francobollo firmato non significa francobollo periziato: nessuna legge vieta di firmare un francobollo, se fa piacere a chi lo detiene, ma a condizione di non spacciarla come firma peritale. Su ebay si incontrano inserzioni relative a francobolli “firmati”, ma prive di precisazioni ulteriori; la prima domanda da fare al venditore é: firmato da chi? e la seconda, se la risposta non vi convince: mi manderebbe una scansione per cortesia?
  4. Nell’era di Internet, chiunque abbia scritto o fatto qualcosa di significativo nel suo ramo di attività peritale ha lasciato una qualche traccia reperibile in rete. Motori di ricerca come google consentono a tutti di effettuare una ricerca in pochi secondi, senza bisogno di assoldare un’agenzia investigativa. Per chi volesse approfondire l’argomento, in rete c’é qualche Forum filatelico di qualità. Informarsi prima, é la miglior garanzia per non doversi lamentare dopo.

..e a scanso di equivoci in relazione a questo avviso ai naviganti, vi saluto con la postilla che si usava una volta nei titoli di coda di certi film che raccontavano storie scomode: “ogni riferimento a persone realmente esistite o fatti realmente accaduti é puramente casuale e non voluto”.

Da collezionista a collezionista,

Rialtofil

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